La storia del Riso di Bra, una scommessa vinta

 La storia del Riso di Bra, una scommessa vinta

Nessuno lo poteva immaginare ma è successo. Dopo i successi raccolti in questi ultimi vent’anni in tutto il mondo dalla qualificata agricoltura cuneese, ora fa capolino un prodotto inaspettato: il riso. Inaspettato perché il riso è forse l’unica coltura in epoca moderna e contemporanea quasi completamente sconosciuta nel basso Piemonte, pensare di mettersi a tavola seduti davanti ad un fumante piatto di risotto nessuno proprio lo poteva credere. Sfogliando però i libri di storia si scopre che nel Medioevo il riso era coltivato dai monaci Cistercensi all’abbazia di Staffarda. Dal Rinascimento in poi il riso è diventato la grande coltura dell’ Alto Piemonte, della Lomellina e del pavese oltre ad essere presente in altre regioni tra cui il Veneto (il celebre riso nano di Verona) e in Sardegna.Fu Cavour che, nel vercellese, diede ulteriore grande spinta alla sua coltivazione con la costruzione dell’omonimo canaIe che rifornisce d’acqua i campi al momento, in primavera, della semina.

Ora il riso è tornato da noi!” esclamano con un tono di giustificato entusiasmo a casa Allocco in frazione Falchetto dove quasi in sordina a metà degli anni ’90 i molti ettari di proprietà della cascina vennero allagati per la prima volta e dove fino a pochi anni fa si è prodotto riso da seme. Poi ad aprile del 2010 la decisione di passare al riso da alimentazione. “E’ stato un grosso sforzo organizzativo e di investimenti: spiegano i fratelli Giovanni e Marco Allocco – che insieme ai genitori si sono cimentati in un’impresa che fin dall’inizio è parsa una scommessa dall’imprevedibile esito. “Anni fa qualcuno ci prese per matti” spiega oggi Giovanni Allocco mentre il papà Ernesto racconta il perché anche il riso può nascere nel cuneese e, in particolare, nel territorio di Bra: “Da questa zona del braidese fino a Sommariva Bosco ci sono terreni argillosi e ricchi di umidità ed acqua perchè in passato gli acquitrini dominavano gran parte del territorio“. Le qualità prodotte e immesse sul mercato nelle confezioni che recano il marchio (registrato) “Riso di Bra” sono il “loto” e l'”Ercole” meno conosciute di altre come il Carnaroli o il Roma ma pur sempre degne di nota. “Il nostro è un ottimo prodotto – spiega Ernesto Allocco – e le due tipologie bene si adattano al clima. Dalle nostre parti il caldo e l’umidità (elementi importanti perché il riso nasca e maturi) sono più miti rispetto al novarese e vercellese e la vicinanza in linea d’aria delle montagne completa il microclima” . C’è la possibilità che la coltivazione del riso si estenda? “I presupposti ci sono – termina Allocco – perché le caratteristiche del terreno di cui ho parlato prima si estendono fino a Sommariva Bosco. Però le proprietà sono molto frazionate e i contadini esitano perché servono investimenti in macchinari e altre attrezzature per iniziare“.

Il riso prodotto dalla famiglia Allocco lo potete trovare sul nostro sito www.albrafood.com nella gategoria vendita riso . Sono disponibili confezioni sottovuoto da 500 gr e da 1 kg, ma anche su richiesta sacchi da 5, 10, e 25 kg .

Da poco si è aggiunta alla famiglia la Birra Artigianale BraBeer prodotta con il Riso di Bra e che potete trovare sul nostro sito tra le birre artigianali dei nostri territori.

 


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